Gianni Schicchi

Opera in un atto di Giacomo Puccini

…Parenti serpenti e falsi testamenti…

Il ricco Buoso Donati muore lasciando tutto ai frati. Gli avidi e adirati parenti chiedono aiuto a Gianni Schicchi, il quale, imitando la voce del morto, detta un nuovo testamento al notaio, che crede Buoso ancora vivo. In questo modo le vaste proprietà saranno ereditate dai parenti, ma Gianni lascia le cose migliori a se stesso, soprattutto per formare la dote alla figlia Lauretta, innamorata di Rinuccio, cugino di Buoso.

Dante Alighieri pose Gianni Schicchi fra i dannati per “falsificazione di persona” nel canto XXX dell’Inferno:

“….Sostenne falsificare in sé Buoso Donati testando e dando al testamento norma”.

Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di studi musicali di Reggio Emilia: il cast è formato da allievi delle classi di canto dell’istituto stesso; la regia e la direzione di orchestra è affidata ai loro docenti. Il protagonista dell’opera è il baritono Maurizio Leoni, artista affermato e docente di canto.

Coordinatore dello spettacolo è Ugo Bedeschi.

Regia
Elisabetta Courir
 
Musiche
Orchestra: FOI - Filarmonica dell'opera italiana Bruno Bartoletti
 
Scene e Costumi
Mariella Simonazzi
 
Altre info
M° concertatore e direttore Luigi Pagliarini