Lasciami volare

Una testimonianza di vita

  • Teatro De André
  • Ore 20.30
  • Martedì 29 settembre
Gianpietro è il padre di Emanuele, un ragazzino di 16 anni con tutti i dubbi e le debolezze che quella età ci riserva. La sera del 24 novembre 2013 Emanuele esce con degli amici più grandi. Con la leggerezza e la fragilità che caratterizza un adolescente, Emanuele decide di provare un “francobollo”, ovvero un acido, offerto da uno di quei ragazzi. “Che vuoi che mi succeda, lo fanno tutti”. Il ritornello è lo stesso da sempre, spesso rimane tale, a volte, però, si trasforma in dramma. Purtroppo questo è il caso di Emanuele. L'acido lo proietta in una profonda angoscia. In gergo giovanile “gli sale male”, quindi la paranoia prende il sopravvento. Emanuele guarda il fiume Chiese, nel Bresciano, e, come ordinato da un dogma delirante, si getta in acqua, nello stesso punto dove anni prima, da piccolo, aveva liberato un pesciolino rosso insieme al suo papà Gianpietro.
Per Emanuele non c'è scampo.

Il dolore per la perdita del figlio toglie l'anima a Gianpietro, incapace anche solo di immaginare la sua vita senza di lui. Sprofonda in un baratro, in un buio profondo dal quale crede di non uscire mai più. Fino ad una notte, quando nel sonno sogna di tirare fuori Emanuele dall'acqua. Da quel momento tutto gli diventa più chiaro. Capisce che il dolore per la morte del figlio lo accompagnerà per sempre e che l'unico modo per dare un senso a quanto successo è impedire che possa accadere ad altri ragazzi. Così crea la Fondazione Ema.Pesciolinorosso e scrive il libro “Lasciami Volare”, dedicato a quei padri che hanno difficoltà a comunicare con i propri figli. Inizia ad andare in televisione a parlare della sua esperienza, a tenere incontri nelle scuole per sensibilizzare i più giovani sul delicato tema della droga ed organizza addirittura un giro d'Italia in bici con alcuni ragazzi.