Doppio Brodo Show

Il manuale della donna imperfetta

Lo spettacolo, forgiato in quella matrice regionale che traendo spunto dalle radici sa diventare universale un po’ come la Napoli dei De Filippo, la Liguria dei Govi o la Venezia di Goldoni, nasce da una commossissima malinconia per le epiche figure delle nostre nonne, donne di casa, di compagna, di un'Italia tutta da ricostruire, donne come l’azdora, la matriarca romagnola ed emiliana, e si diverte a contrappuntarle alle attuali figure di noi mogli-madri-lavoratrici angustiate, che i riferimenti forse li abbiamo persi o confusi un po’ tutti. Quanto sia cambiato in Italia il modo
di vivere, la società, le usanze, in meno di cinquant’anni ha dell’incredibile. Come pure ha dell’incredibile quale carico di lavoro e responsabilità gravasse sulla donna. Diamo scontati preziosi alleati come detersivi, lavatrice, fornelli, frigorifero, nella gestione delle nostre ‘facili’ famiglie di figli unici o quasi. Senza di questi, servivano stratagemmi, conoscenze e un’organizzazione ferrea, soprattutto quando i familiari di cui occuparsi raggiungevano la ventina.Ammettiamolo: noi non ce la potremmo fare! Grazie a d un lavoro di mesi, anni, di raccolta di testimoni anze
proprio di queste ultime reduci di un’epoca che va scomparendo, è nato un meraviglioso bagaglio di racconti da fare rivivere in scena. Sono serviti in teri pomeriggi di chiacchiere e chiacchiere e chiacchiere, tra risate e momenti di sincera commozione, in giro per la campagna, in casolari sull’Appennino o in villette vista mare, per sondare l’anima della più autentica donna delle nostre campagne. Come si crescevano i figli un tempo e come non lo si sa più fare oggi, cos’è i l matrimonio oggi e cos’era all’ora, e soprattutto come si cucinava e si mettevano a tavola eserciti di commensali allora, mentre oggi ci si barcamena a malapena tra buste di surgelati e fast food... ecco! A metà tra reading, lezione culinaria e monologo comico, sul palco (dove vengono prodotti sul tagliere, in diretta, paste al mattarello) prende vita uno spettacolo (con sottofondi musicali folk-retrò) che è come un pento lone di brodo, con tanti ingredienti diversi, che cuoce lento e a lungo sulla stufa e sa scaldare il corpo e gli animi, e produrre un lunghissimo sorriso.